Crea sito

 

 

 

 

 

Il territorio
Le Chiese
Il Dirigente
Polizia Ambientale
Polizia Annonaria
Infortunistica stradale
Ufficio Verbali
Polizia amministrativa
Polizia Edilizia
Passi Carrabili
Contrassegni Invalidi
Ufficio Comando
Insegne
Notizie divieti
Il Tempo a Bitonto
Codice della Strada
Modulistica
Links
Il Condominio
Ordinanze
La voce del Sindacato

Polizia Municipale

        

 

Polizia Municipale - Bitonto

Foto Gallery

Riforma Polizia Locale

Riforma Brunetta

Archivio

 

 

 

Guida ai servizi di Polizia Municipale

Riteniamo tutti quanti che non sia necessario ribadire, ancora una volta, che la Polizia Municipale non si occupa solo di viabilità e di multe.

Le funzioni sono tante e crescono in misura notevole ed in stretto rapporto con l'evoluzione della società. Anche al cittadino più attento sfuggono particolari e specificità dell'attività di Polizia Municipale.

Sapevate per esempio che ci occupiamo del rispetto e della tutela dei beni architettonici e artistici soggetti alla L.1089/39, nonché il rispetto dell'assetto territoriale nel rispetto delle leggi urbanistiche?

Sapevate che gli appartenenti al corpo sono anche agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria e, in questa funzione, prevengono e reprimono i reati che spesso si consumano anche nelle piccole realtà?

I Comandi di Polizia Municipale, in particolare nei centri piccolo - medi, si occupano anche di tutto ciò che accade nel territorio e che non è meglio definibile o inquadrabile in un settore specifico. Questo schema, sicuramente incompleto, vi illustrerà i nostri campi di attività e vi aiuterà a capire meglio chi siamo, cosa facciamo e in cosa possiamo esservi utili.

 

Regolamento per il rilascio dei contrassegni e dei parcheggi personalizzati

I proventi derivanti dalle sanzioni
amministrative pecuniarie
per l’applicazione del codice
della strada

 

 

Bitonto (Vêtonde in dialetto bitontino, Botontum o Butuntum in latino, Bytontinon in greco)

è un comune di 56.302 abitanti della provincia di Bari, conosciuto come la città degli ulivi per gli estesi uliveti che la circondano. La produzione olearia della città, da sempre legata all'ulivo, ha origini antichissime.

L'olio bitontino, infatti, era molto rinomato già nel XIII secolo con Venezia, che lo valutava più di ogni altro nella penisola italica.[1]

La produzione olearia, perfezionata nel corso del XX secolo, costituisce ancora oggi la più importante risorsa economica della città. Bitonto inoltre ha dato il nome al cultivar locale Cima di Bitonto.

Centro centro storico che presenta numerosissime chiese, tra le quali la cattedrale in stile romanico pugliese, e diversi edifici rinascimentali, come il Palazzo Sylos-Calò e il Palazzo Sylos-Vulpano.

Il 26 maggio 1734 inoltre la città fu teatro della storica battaglia, combattuta tra gli austriaci e i Borbone, che portò definitivamente il regno di Napoli, conteso tra i due schieramenti, nelle mani degli spagnoli.

Sede a breve della prima galleria nazionale di Puglia e del museo diocesano più grande del mezzogiorno d'Italia, è una città d'arte.

 

Pacchetto sicurezza riflessi sulla attività di Polizia Giudiziaria per gli appartenenti alla polizia municipale

Parrucchieri e affini
Gli orari al pubblico per il 2009 e gennaio 2010

Rottami ferrosi, ora sono rifiuti

AUTORIZZAZIONI EX ART. 23 C.D.S.:
NECESSARIE ANCHE PER LE INSEGNE DI ESERCIZIO

Modifiche al C.d.S.

 

Archivio

 

Geografia

Il territorio comunale di Bitonto si estende per oltre 170 km2, dall'alta Murgia fino a 2 km dal mare Adriatico, e confina a nord con il comune di Giovinazzo, a est con Bari, Modugno e Palo del Colle, a sud con Altamura e Toritto e a ovest con Terlizzi e Ruvo di Puglia. Fino al 1928 il comune aveva anche uno sbocco sul mare Adriatico, in quanto amministrava la frazione di Santo Spirito, oggi quartiere di Bari.

Il centro abitato si trova sul primo gradino dell'altopiano della Murgia, ma il territorio comunale nella parte occidentale, è decisamente collinare, raggiunge un'altezza massima di 491 m s.l.m.[2] e include il parco nazionale dell'Alta Murgia. Il centro bitontino accoglie anche Lama Balice (localmente nota come La Majin), sito naturalistico e paesaggistico recentemente istituito come parco regionale.

 

Storia

Secondo la tradizione Bitonto sarebbe stata fondata dal re illirico Botone, dal quale deriverebbe il nome. La presenza umana nel territorio risale all'epoca neolitica, testimoniata dai ritrovamenti di manufatti (ceramica impressa) tra la città e la costa e da insediamenti in grotte nella Lama Balice, forse dovuti a gruppi umani provenienti dalla penisola balcanica approdati circa 10 000 anni fa sulla costa.[9] Un insediamento dell'età del ferro è testimoniato presso un'ansa del torrente Tiflis, nella lama.

La città fu un importante centro peuceta. Successivamente divenne colonia greca sotto l'influenza culturale di Taranto, come testimoniano le monete del V secolo a.C. rinvenute nel centro storico, che riportano l'effigie dell'eroe tarantino Falanto. La città era inoltre già attiva economicamente, come testimoniano altre monete della stessa epoca, che presentano la legenda in caratteri greci "BITONTYNON" . Una necropoli risalente al IV-III secolo a.C. è stata inoltre rinvenuta nell'attuale centro urbano.

In epoca romana fu municipio. Un tempio dedicato a Minerva doveva collocarsi su uno sperone che domina il Tiflis. La città era attraversata dalla via Traiana nel punto in cui quest'ultima si ramificava in due: la mulis vectabilis via per Peucetios citata da Strabone, che passava per Celiae, Rudiae e Norba e la via Minucia Traiana, passante per Barium. Le due vie poi si riunivano ad Egnazia.

Fu stazione di sosta menzionata nell'Itinerarium burdigalense,[10] nell'Itinerario antonino,[11] nella cosmografia ravennate, nella Tavola teodosiana e nella Tavola Peutingeriana. Fu inoltre citata da Marco Valerio Marziale,[12] da Sesto Giulio Frontino e da Plinio il Vecchio. Quest'ultimo fa riferimento solo al nome degli abitanti.[13]

Gli scarsi documenti di epoca longobarda lasciano presupporre che Bitonto abbia attraversato un periodo di declino. Al V-VI secolo risalgono i resti di una chiesa rinvenuti negli scavi sotto l'attuale cattedrale.

Nel 975 il catapano[14] bizantino Zaccaria sconfisse presso Bitonto i Saraceni e uccise il loro capo, Ismaele;[15] nel 1010 la città fu teatro della rivolta di Melo di Bari contro i Bizantini.

Sotto il dominio dei normanni, alla fine del X secolo, si ebbe una fioritura cittadina: La presenza della sede vescovile è attestata dal 1089.[16] Un documento del 1098 invece, cita il conte Roberto, figlio di Guglielmo, dominator civitatis Botonti.[17] Agli stessi anni è attribuita la costruzione della nuova cattedrale.

La tradizionale "fiera di San Leone", che si svolge il 6 aprile, si originò probabilmente nell'XI secolo.[18] Già celebre nel XIV secolo come fiera di animali, venne citata nel Decamerone di Giovanni Boccaccio.

« Non avendo adunque più modo a dover fare della giovane cavalla, per le parole che dette avea compar Pietro, ella dolente e malinconosa si rivestì, e compar Pietro con uno asino, come usato era, attese a fare il suo mestiere antico, e con donno Gianni insieme n'andò alla fiera di Bitonto, né mai più di tal servigio il richiese. »

(Giovanni Boccaccio, Decamerone, Novella X Giornata IX.)

Con Federico II fu sede amministrativa per la raccolta delle imposte e rimase nel XIII e XIV secolo nell'ambito del regio demanio, ossia alle dirette dipendenze della corona. Il 29 settembre 1227 inoltre, Bitonto fu teatro della scomunica, da parte di papa Gregorio IX, di Federico II accusato di essere sceso a patti con il sultano al-Malik al-Kamil.

Già nel Duecento iniziarono le dispute di confine con Bari per il possesso di Santo Spirito, sulla costa. Nel 1265 il confine venne fissato all'Arenarum, tra Palese e Santo Spirito, ma il conflitto continuò ancora nei secoli successivi.

Nel 1412 fu possesso feudale di Giacomo Caldora, duca di Bari, e nel corso dello stesso secolo passò quindi ai Ventimiglia, agli Orsini, agli Acquaviva d'Aragona e ai Cordoba.

Nel 1551 la città riacquistò la propria autonomia, versando al duca di Sessa e alla corona spagnola una somma di 66 000 ducati. Gli statuti cittadini furono redatti nel 1565. La disputa di confine con Bari per il possesso di Santo Spirito, iniziata nel XIII secolo riprese vigore in quegli anni: nel 1527 Bona Sforza, duchessa di Bari, aveva dichiarato "zona promiscua" il territorio tra Modugno e il mare.[19] Il conflitto riprese in seguito tra l'"università" di Bitonto e quella di Bari: il consiglio di Napoli nel 1584 fissò nuovamente i medesimi confini del 1265[20].

Nel Seicento fu la seconda città di Puglia dopo Lecce[21] e visse una fioritura culturale, con la bottega di pittura di Carlo Rosa, l'"Accademia degli Infiammati", il musicista Tommaso Traetta, il matematico Vitale Giordano e Nicola Bonifacio Logroscino, attore dell'opera buffa.

Nel 1647 vi furono moti insurrezionali del popolo contro la nobiltà frenati solo dal conte di Conversano.

Il 26 maggio 1734, durante la guerra di successione polacca, nel campo di San Leone l'esercito spagnolo di Carlo di Borbone vi sconfisse gli Austriaci nella battaglia di Bitonto, assicurando ai Borboni il possesso del Regno di Napoli.

Durante il Risorgimento il bitontino Giovanni Vincenzo Rogadeo fu nominato da Giuseppe Garibaldi primo governatore della Puglia e in seguito, senatore del regno: come sindaco della città, tra il 1870 e il 1875, promosse un "consorzio per oli tipici", un "gabinetto di lettura" e una "scuola serale di disegno", oltre che occuparsi della viabilità e accessi ferroviari.

Nel 1893 avvenne l'uccisione di un delegato della finanza e nella vita politica cittadina si sviluppò il movimento socialista. In seguito ebbero rilevanza le figure del cattolico Giovanni Ancona Martucci e del vescovo Pasquale Berardi e ancora di Giovanni Modugno, aderente alla corrente politica di Gaetano Salvemini, tra il 1911 e il 1919.

Nel 1928 la frazione di Santo Spirito, unico accesso alla costa, e oggetto di dispute di confine tra le due città sin dal XIII secolo, passò al comune di Bari insieme a parte del territorio circostante, per un totale di circa 16 km2.

Nel 1984 la città fu visitata da papa Giovanni Paolo II[22].

Abitanti censiti

Etnie

Si registrano 819 presenze straniere pari all'1,45% di tutta la popolazione bitontina. Le 819 presenze si dividono in 431 femmine e 388 maschi. Sotto sono riportate le comunità straniere che superano le 20 unità. [23]

Albania: 227

Tunisia: 132

Romania: 127

Croazia: 29

Serbia + Montenegro: 24

Eritrea: 23

Algeria: 22

Repubblica Popolare Cinese: 22

Turchia: 21

L'Urbanistica

La città di Bitonto è formata da tante vie disposte a raggiera che partono da un nucleo centrale che è rappresentato dal centro storico. Il centro storico della città, di forma trapezoidale, è delimitato a tratti dai resti delle mura di periodo normanno. La città era collegata a Roma mediante la via Traiana che vi giungeva da Ruvo di Puglia e passava per una delle cinque porte (Porta Robustina) [24]

Le vie del centro storico hanno andamento tortuoso, spesso costituiscono delle scale. Vi si trovano archi che ospitano dipinti a soggetto religioso (ad esempio "arco Pinto"). Caratteristiche sono le corti bitontine, tra cui la "corte Fenice", dove nacque Tommaso Traetta.

Le strutture più antiche presenti nel centro storico sono di origine altomedievale mentre le più recenti sono state innalzate verso la prima metà del Settecento. Nel cuore del centro storico si affaccia la cattedrale sull'antistante e omonima piazza, dove si trova la cosiddetta gloria dell'Immacolata, un obelisco accuratamente scolpito che sorregge una statua dell’Immacolata. Nel centro storico sono inoltre il teatro Traetta, il torrione Angioino (in piazza Cavour), la chiesa di San Gaetano, il palazzo Calò e la porta Baresana.

Nel XIX secolo, il lato est della città si trasformò in un piccolo quartiere tagliato da via Traetta. Nella zona ottocentesca notevole è la chiesa del Crocifisso. Piazza Marconi segna il confine tra il quartiere est e l'ingresso al centro cittadino.

L'attuale zona centrale è anch'essa costituita in prevalenza da palazzi ottocenteschi (tra cui il palazzo Louise-Pannone e il palazzo Gentile, l'attuale sede del Comune),[25] situati da piazza Aldo Moro, dove si trova una statua di Tommaso Traetta sino alla villa comunale. Dalla piazza si dipartono le arterie principali della città: corso Vittorio Emanuele II e via della Repubblica Italiana. Sulla prima, che si estende tra la porta Baresana e la Villa comunale, si affaccia il palazzo comunale. La seconda, che si estende tra il torrione Angioino e la basilica dei Santi Medici, è la principale strada commerciale, dotata di portici.

La chiesa dei Santi Medici segna il confine tra il centro e la parte settentrionale della città e rappresenta il punto di riferimento e il monumento più importante di quest'ultima zona. Qui si sviluppa la zona artigianale, separata dal resto dell'abitato mediante la stazione della Ferrotramviaria (linea Bari-Barletta).

Infine la parte occidentale si sviluppa lungo la via Ammiraglio Vacca.

Copyright © 2008 [Cesari Angelo]. Tutti i diritti riservati. Inviare a [angelocesari@tin.it] un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.

Aggiornato il: 23/04/2012