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Codice della Strada

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Codice della strada con aggiornamento delle sanzioni al 30/12/2008

Scheda interattiva punti patente

Prontuario C.d.S. aggiornato

Modifiche al Nuovo Codice della Strada Codice della strada, perché continua a cambiare?Nuovi Importi

AUTOTRASPORTO, INTRODOTTA LA SCHEDA DI TRASPORTO
Decreto legislativo 22 dicembre 2008, n. 214
È stato pubblicato il d.lgs. 214/2008 che modifica il d.lgs. 286/2005 sull’ autotrasporto.
Di rilievo l’introduzione della scheda di trasporto, utile al fine del controllo in ordine ad eventuali violazioni in materia di circolazione stradale. Il contenuto della scheda verrà stabilito con successivo decreto, quindi le norme non sono immediatamente applicabili. Le sanzioni principali riguarderanno l’omessa o incompleta compilazione con sanzione da 600 a 1.800 euro ed il mancato possesso sanzionato con il pagamento da 40 a 120 euro.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Decreto 12 dicembre 2008

Direttive e calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per l'anno 2009 nei giorni festivi e particolari, per veicoli di massa superiore a 7,5 tonnellate.

 

PUBBLICITA’
MANUFATTO ABUSIVO, OBBLIGATORIE RIMOZIONE E SANZIONE
Corte di cassazione, sez. Unite civili - sentenza 14 gennaio 2009 n. 563
La installazione di impianti pubblicitari su strade demaniali, se comporta la rimozione "senza indugio" ad opera del proprietario della strada in danno del proprietario di tali impianti pubblicitari, deve considerarsi vietata e quindi comporta anche la sanzione amministrativa di cui all'art. 23, comma 11, C.d.S., anche se ciò non sia espressamente previsto. Lo ha stabilito la Cassazione Civile con l sentenza n. 563/2009.

ASSICURAZIONE FALSA :SENTENZA CASSAZIONE 34179 DEL 3 OTTOBRE 2006
Non si ravvisa il tentativo di truffa, per mancanza del danno patrimoniale, qualora si appponga sul parabrezza dell’automezzo il certificato assicurativo falso, se con ciò si mira ad eludere l’accertamento di infrazioni amministrative senza che sia ipotizzabile un danno erariale, per la mancanza di uno spostamento di risorse economiche in favore del suo autore.

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Telelaser, no a foto e scontrino

Il telelaser non necessita di foto nè di scontrino; ciò che vae è il verbale redatto dagli operatori di polizia stradale che ha fede privilegiata ai sensi dell'articolo 2700 Codice Civile. (Autore:Alessandro Casale - Dirigente, Comandante polizia locale)

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Cartello autovelox, quale distanza?

Autore:Alessandro Casale - Dirigente, Comandante polizia locale
Con la sentenza n. 11131/2009 la Cassazione fissa in 400 metri la distanza fra cartello e postazione autovelox. Ma è corretto? La risposta di A. Casale

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Sicurezza stradale: nuove norme in arrivo. Dalla targa personalizzata alla quida per i 17enni

Le nuove norme in arrivo sulla sicurezza stradale si annunciano come una vera e propria rivoluzione. Il testo di legge unificato al vaglio della commissione trasporti della camera prevede una disciplina più rigida ma anche alcune novità che faranno piacere agli automobilisti. Ci sarà tolleranza zero per chi si mette alla guida dopo aver alzato il gomito: neopatentati e autisti professionisti non potranno più bere neppure un goccio d'alcol. Diventerà anche obbligatorio nelle scuole l'insegnamento dell'educazione stradale. In favore degli automobilisti le nuove norme dispongono che i Comuni non potranno più ricorrere alle multe selvagge per finanziarsi. In sostanza il nuovo testo da un lato intende rafforzare il rigore della disciplina sulla sicurezza stradale ma dall'altro vuole riconoscere maggiore attenzione ai bisogni e ai diritti dei cittadini cercando di valorizzare la cultura della sicurezza. Si chiede maggiore responsabilità anche gli enti pubblici e chi gestisce le tratte stradali e autostradali tanto che una quota dei proventi delle multe sarà investita nel rafforzamento della segnaletica nel rinnovo dei guard-rail e nel rifacimento del manto stradale.

Ecco alcune delle principali novità:

1. Divieto assoluto di bere alcolici per i giovani dai 18 ai 21 anni d'eta', per i neopatentati, per conducenti professionisti e per chi guida mezzi pesanti
2. Scattano le manette con arresto per almeno 6 mesi per chi guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Se poi si provoca un incidente c'è la revoca della patente
3. Insegnamento dell'educazione stradale diventa obbligatorio a scuola dal 2010;
4. Chi inverte il senso di marcia, attraversa lo spartitraffico o percorre contromano autostrade e strade extraurbane si vedrà revocare la patente di guida;
5. In via sperimentale si utilizzerà una "scatola nera" sui veicoli per cui e' necessaria la patente di guida C, D o E e del "casco elettronico" per chi viaggia su due ruote;
6. Chi ha compiuto 17 anni ed è in possesso della patente potrà guidare anche autoveicoli se accompagnato.
7. Niente più appalti a terzi per autovelox. Comuni ed altri enti potranno usare autovelox e altri strumenti di controllo solo se di loro proprieta', e sempre che siano utilizzati con l'impiego di vigili. I vigili urbani, inoltre, non potranno effettuare controlli su autostrade e strade extraurbane principali.
8. Più severità nelle autoscuole che dovranno rispondere a determinati criteri di idoneità.
9. Obbligo per il medico di segnalazione al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti se un suo paziente e' affetto da una patologia che ne compromette la capacita' di guida
10. Viene reintrodotta la targa personale il cui contrassegno non e' legato al veicolo, ma alla persona;
11. Foglio rosa solo a chi ha superato l'esame teorico

Il relatore del provvedimento, Silvano Moffa, ha dichiarato: "Nel 2007 in Italia gli incidenti stradali hanno causato 5.131 morti e 325.850 feriti. Sono cifre che fanno pensare piu' a una guerra che alla normale circolazione stradale. L'Italia e' in fondo alle classifiche europee per la sicurezza, solo Lussemburgo, Portogallo, Belgio e Grecia fanno peggio di noi. Gli incidenti causano allo Stato un costo sociale di oltre 31 miliardi di euro, una cifra colossale, pari al 2,4 per cento del Pil. Vero e' che l'introduzione della patente a punti ha invertito la tendenza, ma l'inasprimento delle sanzioni, di per se', non e' sufficiente a rafforzare la sicurezza".

(Data: 13/07/2009 9.39.00 - Autore: Roberto Cataldi)

 

AUTORIZZAZIONI EX ART. 23 C.D.S.: NECESSARIE ANCHE PER LE INSEGNE DI ESERCIZIO

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 4683 del 26/02/2009
Circolazione stradale - Art. 23 del Codice della Strada - La formulazione dell'art. 23 C.d.S. indica chiaramente l'intento perseguito dal legislatore, che è quello di prevenire la collocazione sugli spazi destinati alla circolazione veicolare, così come sugli spazi a questi adiacenti, fonti di captazione o disturbo dell'attenzione dei conducenti e di consequenziale sviamento della stessa dall'unica ed essenziale funzione al momento commessale che è quelli della guida del veicolo.
FATTO E DIRITTO
P.G., titolare dell'omonima impresa individuale, proponeva opposizione avverso il verbale di accertamento n. (OMISSIS) della polizia municipale di Modica con il quale le era stata contestata la violazione dell'art. 23 C.d.S., commi 4 e 11, in quanto aveva installato sulla parte frontale dell'edificio, senza la prescritto autorizzazione, un'insegna d'esercizio commerciale di metri lineari 2,50 x 0,60.
Il Giudice di pace respingeva l'opposizione, osservando che l'art. 47 del regolamento d'esecuzione ed attuazione del codice della strada definisce cosa debba intendersi per "insegna" e che l'art. 23 C.d.S., stabilisce espressamente il divieto di collocare lungo la strada o in vista di essa cartelli eccetera, se non previa autorizzazione da parte dell'ente proprietario della strada nel rispetto delle prescritte norme; che, pertanto, anche l'installazione delle insegne, come nel caso in questione, richiedeva l'autorizzazione amministrativa.
La P. impugna per cassazione tale decisione con ricorso affidato ad un unico complesso motivo. Parte intimata non svolge attività difensiva.
Attivatasi procedura ex art. 375 c.p.c., il Procuratore Generale fa pervenire requisitoria scritta nella quale, concordando con il parere espresso nella nota di trasmissione, conclude chiedendo la reiezione del ricorso.
Replica la ricorrente con memoria.
Le considerazioni svolte dal Procuratore Generale e la conclusione cui è pervenuto sono, invece, da condividere.
Sostiene la P. che erroneamente il Giudice a quo abbia ritenuto necessaria l'autorizzazione amministrativa indifferentemente per le insegne d'esercizio come per i cartelli ed altri mezzi pubblicitari, in contrasto con la lettera della norma che, riferendosi esclusivamente a "cartelli ed altri mezzi pubblicitari" non comprenderebbe anche le insegne d'esercizio, quale incontestatamente quella in discussione, dacchè nella "definizione dei mezzi pubblicitari" l'art. 47 Reg. C.d.S., mantiene ben distinte le nozioni di "insegna d'esercizio", "cartello" ed "impianto di pubblicità e propaganda", adottando quest'ultima definizione quale formula di chiusura che consente di ricondurre a tale tipologia tutti quegli impianti che, per caratteristiche strutturali, non rientrano nella classificazione dei commi precedenti.
La riportata tesi non è condivisibile.
La formulazione dell'art. 23 C.d.S., comma 1, che vieta la collocazione sulla sede stradale, sulle sue pertinenze, o in prossimità di essa, di "insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sul le strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione, con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione", indica chiaramente l'intento perseguito dal legislatore, che è quello di prevenire la collocazione sugli spazi destinati alla circolazione veicolare, così come sugli spazi a questi adiacenti, fonti di captazione o disturbo dell'attenzione dei conducenti e di consequenziale sviamento della stessa dall'unica ed essenziale funzione al momento commessale che è quelli della guida del veicolo.
In ragione di tale ratio, il successivo comma 4, affida all'ente proprietario della strada la valutazione del maggiore o minore impatto, nel senso indicato, di ciascun tipo di supporto di messaggio pubblicitario sull'attenzione dei conducenti ed, in funzione di tale valutazione, subordina ad autorizzazione la "collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari" lungo le strade o in vista di esse.
E' del tutto evidente che quest'ultima norma indica la species più comune (cartelli) e riassume le altre nell' indicazione del genus (altri mezzi pubblicitari) così intendendo estendere la disposizione a tutti i supporti menzionati nel primo comma; e non sembra dubitabile che l'insegna d'esercizio, oltre alla funzione d'individuare l'imprenditore e/o l'azienda, abbia anche la funzione di attrarre l'attenzione sull'uno e/o sull'altra indicando il luogo di svolgimento dell'attività ed in genere anche l'oggetto di essa, di tal che va configurata quale "mezzo pubblicitario".
Logico è, d'altronde, che l'impatto visivo e le potenzialità di distrazione e/o disturbo delle insegne, in considerazione delle loro caratteristiche (dimensioni, luminosità, intermittenza di questa, rifrangenza, ecc.) ed correlazione con il luogo e le eventuali installazioni contigue (centro abitato, periferia dello stesso, suburbio, insegne viciniori od assenza di esse, ecc.) vengano valutate dall'ente proprietario della strada o dal Comune onde adempiere alla funzione loro demandata della tutela, anche sotto l'esaminato profilo, della sicurezza della circolazione (sul che questa Corte non ha mai sollevato dubbi, vedansi anche in motivazione Cass. 16.1.08 n. 726, 9.3.07 n. 5412, 10.9.03 n. 13217).
Del che è conferma nell'uso della medesima endiadi "cartelli ed altri mezzi pubblicitari" - espressione onnicomprensiva per tutti gli strumenti di veicolazione del messaggio informativo inerente l'attività, sia essa industriale o commerciale o d'altro genere che comunque richieda d'essere indicata, diversi dai cartelli - nel secondo periodo dello stesso art. 23 C.d.S., comma 1, in quanto rifrangenti o altrimenti luminosi, con evidente riferimento alle insegne che ne costituiscono la più frequente manifestazione, nonchè nei successivi commi 3, 5, 6, volendosi dal legislatore comunque disciplinare la materia nelle esaminate ipotesi onde conseguire la finalità espressamente manifestata nella prima parte del comma 1.
Ad integrazione del disposto del secondo periodo dell'art. 4 C.d.S., che attribuisce ai comuni il potere di rilasciare le autorizzazioni in relazione alle strade site all'interno dei rispettivi centri abitati (salvo il nulla osta dell'ente proprietario, ove diverso), l'art. 51 C.d.S., comma 2, e art. 53 Reg. C.d.S., nel disciplinare le ipotesi e le competenze per le autorizzazioni relative ai tratti di strada fuori dei centri abitati, fanno anch'essi espressa menzione delle "insegne d'esercizio" in una ai "cartelli" ed agli "altri mezzi pubblicitari", così rimanendo confermata l'equiparazione delle prime, ai fini della loro installazione solo previa autorizzazione, a tutti gli altri strumenti di veicolazione dell'informazione e del richiamo pubblicitari.
Un'Interpretazione delle norme in esame ed in particolare dell'art. 23 C.d.S., che escludesse dalla necessità d'autorizzazione le "insegne d'esercizio" appare, dunque, inaccoglibile per evidente contrasto con la lettera oltre che con la ratio della disciplina in materia.
Nessuna delle esaminate argomentazioni meritando accoglimento, il ricorso va, dunque, respinto.
Parte intimata non avendo svolto attività difensiva, la ricorrente evita le conseguenze della soccombenza.
P.Q.M.
La Corte respinge il ricorso.