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Sentenze relative al condominio in materia di Locazioni

 

Non è soggetto all'imposta Ici l'immobile che sia stato iscritto nel catasto dei fabbricati come rurale

(22/10/2009)
Cass., Sezioni Unite Civili, Sentenza n. 18565 del 21 agosto 2009

In tema di ICI, non è soggetto all’imposta, ai sensi del combinato disposto dell’art. 23 comma 1- bis del d.l. n. 207 del 2008, conv. in l. n. 14 del 2009 e 2, comma 1, lett. a) del d.lgs n. 504 del 1992, l’immobile che sia stato iscritto nel catasto dei fabbricati come rurale, con l’attribuzione della relativa categoria (A/6 o D/10). Per i fabbricati non iscritti in catasto, invece, l’esenzione dall’imposta è possibile solo qualora sia accertato in concreto il requisito della ruralità, accertamento questo che può essere condotto anche dal giudice tributario, investito della domanda di rimborso proposta dal contribuente.

 

 

 

 

 

 

Allacciamento alla rete fognaria, versamento del canone, smaltimento delle acque reflue
(12/01/2010)

Cass. civ. Sez. V Sent., 18.12.2009 n° 26688

In tema di canone di fognatura, dalla natura tributaria di detto canone discende necessariamente l’obbligatorietà del suo pagamento indipendentemente dalla effettiva utilizzazione del servizio da parte dell'utente, trattandosi di servizio pubblico irrinunciabile che gli enti gestori sono tenuti ad istituire per legge ed alla cui gestione i potenziali utenti sono chiamati a contribuire mediante il versamento del canone, anche se non ne abbiano usufruito in concreto, per avere affidato a terzi lo smaltimento delle acque reflue. Detto obbligo, però, sorge soltanto per effetto dell’istruzione del servizio e dell’allaccio alla rete fognaria ed è, pertanto, condizionato all’esistenza dell’impianto centralizzato ed all’allacciamento fognario.

 

Ristrutturare l’immobile locato senza il consenso del proprietario determina la risoluzione del contratto

(14/02/2012)

Cass., sez. III Civile, sentenza 8 febbraio 2012, n. 1761


Non si può negare la gravità dell’inadempimento nel caso di una ristrutturazione dell’immobile commerciale effettuato dal conduttore senza il consenso del locatore, attesa la necessità del bilanciamento degli interessi che scaturisce dal combinato disposto degli articoli 1587 e 1590, di fronte alla rilevante dimensione quantitativa e qualitativa degli interventi realizzati, dovendosi inoltre considerare che nei contratti che richiedono la forma scritta ad substantiam, la clausola contrattuale, che prevede una risoluzione ipso jure, può essere sì una clausola di stile, ma rientra comunque nell’autonomia delle parti, per cui deve essere provata la configurabilità di avvalersi della rinuncia, anche perché a seguito dei risultati emergenti dalle deposizioni testimoniali, risulta mancante la prova del preteso previa consenso orale prestato dal locatore ai lavori di ristrutturazione. Di conseguenza una volta redatta per iscritto detta clausola, la relativa rinuncia può avvenire soltanto nella medesima forma.