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Gli atti d'accertamento che gli agenti possono o debbono adottare per l'applicazione delle sanzioni amministrative in materia di c.d.s. sono definiti dall'art. 13 legge 24.11.1981, n. 689 e consistono in "rilievi segnaletici, descrittivi, fotografici ed ogni altra operazione tecnica e nell'assunzione di informazioni e nell'ispezione o perquisizione di luoghi diversi dalla privata dimora (accertamenti possibili soltanto ad ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria -art. 57 codice di procedura penale - e nella ipotesi di perquisizione soltanto fuori dalla privata dimora previa autorizzazione del giudice presso il tribunale civile competente).

Responsabile:

M.llo Paparella Michele

Statistiche

L'articolo 24 del regolamento recita "il segnale distintivo e' usato esclusivamente per intimare l'alt agli utenti della strada in movimento ed in situazioni di emergenza per le segnalazioni dirette a regolare il traffico. L'uso del segnale distintivo fuori dai casi consentiti e' perseguibile anche disciplinarmente".

Gli organi di polizia quando non in uniforme, per intimare l'alt a coloro che circolano, esibiscono in modo chiaro e visibile il segnale distintivo e successivamente prima di qualsiasi accertamento o contestazione, esibiscono la tessera di riconoscimento. Gli organi di polizia stradale in uniforme possono intimare l'alt oltre che con il distintivo anche facendo uso di fischietto o segnali manuali o luminosi.

L'articolo 192 del c.d.s. indica che gli ufficiali ed agenti di polizia stradale possono:

- procedere ad ispezionare il veicolo al fine di verificare l'osservanza delle norme relative all'equipaggiamento ed alle caratteristiche dello stesso;

- ordinare di non proseguire la marcia ai conducenti di veicoli con dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione o con pneumatici che presentino difetti od irregolarita' tali da costituire pericolo;

- ordinare di fermarsi ai conducenti non muniti di mezzi antisdrucciolevoli quando prescritti;

- disporre posti di blocco per consentire il graduale arresto dei veicoli che non si fermano nonostante l'intimazione.

Nota: l'inottemperanza all'invito a fermarsi di un agente di polizia stradale o la mancata esibizione dei documenti di circolazione comporta per il conducente del veicolo una sanzione per la quale non e' ammesso il pagamento ridotto. Ne consegue che andra' trasmesso al competente prefetto il rapporto (comprendente il verbale e la prova dell'avvenuta contestazione o notificazione) per l'ordinanza ingiunzione. Detto verbale, che andra' accompagnato da una nota di trasmissione, dovra' indicare:

1 - la posizione dell'agente e le modalita' con le quali ha intimato l'alt. Il comportamento del trasgressore sia nel caso di mancato arresto che nel caso di rifiuto dei documenti di circolazione;

2 - se il trasgressore e' stato poi identificato (vanno indicate le modalita') o se si procede a carico del proprietario del veicolo o dell'intestatario del contrassegno per i ciclomotori.

3. Contestazione o notificazione

L'articolo 200 c.d.s. pone all'agente l'obbligo della immediata contestazione che si concretizza con la redazione e la consegna di copia del verbale. La violazione, per quanto possibile deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto agli obbligati ed il verbale deve contenere anche le dichiarazioni che gli interessati intendono inserire, copia del verbale deve essere consegnata a trasgressore ed obbligati che sono invitati a sottoscriverla per attestarne la consegna.

L'articolo 383 del regolamento indica che il verbale deve contenere l'indicazione del giorno, dell'ora e della localita' ove e' avvenuta la violazione le generalita' e la residenza di trasgressore ed obbligati, gli estremi del documento di riconoscimento del conducente ed i dati del veicolo, una sommaria ma chiara descrizione della violazione nonche' la citazione della norma violata con l'indicazione del comma contestato.

L'accertatore deve fornire la copia del verbale che deve contenere ragguagli circa le modalita' di pagamento in misura ridotta, l'indicazione della somma da pagare sia in lire che in euro, i termini di pagamento e le autorita' alle quali e' possibile presentare ricorso contro l'accertamento.

A fronte di errori od omissioni nella compilazione e' possibile sanare l'atto con notifica di successivo verbale corretto che sostituisce l'originale. I termini per il pagamento decorrono dalla data della seconda notifica e le spese sono a carico del comando accertatore. Si rammenta che le norme sulla circolazione stradale non consentono il pagamento a mani dell'agente salvo il caso di veicoli immatricolati esteri (art. 207). In questo caso, il trasgressore deve versare la somma a titolo di pagamento in misura ridotta od in mancanza deve attestare documento fidejussorio pari ad una somma doppia di quanto dovuto. Se il trasgressore non ottempera agli obblighi indicati sopra, l'agente operante provvede al ritiro della patente di guida od in mancanza, procede al fermo del veicolo.

Dell'avvenuto pagamento va rilasciata ricevuta e ne va fatta menzione nel verbale di contestazione.

L'articolo 201 c.d.s. dal titolo "notificazione delle violazioni" indica che qualora la contestazione non avvenga immediatamente, il verbale con gli estremi precisi e dettagliati della violazione deve essere notificato nel termine di 150 giorni dall'accertamento al proprietario del veicolo od al titolare del contrassegno se si tratta di ciclomotore (360 giorni se il trasgressore risiede all'estero).

L'articolo 384 del regolamento indica, a titolo esemplificativo, i casi di impossibilita' della immediata contestazione individuando:

a) impossibilita' di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocita';

b) attraversamento di intersezione col semaforo indicante luce rossa;

c) sorpasso in curva;

d) accertamento del rispetto dei limiti con misuratore di velocita';

e) accertamento in assenza di trasgressore e proprietario.

La mancata contestazione va sempre giustificata precisandone i motivi nel verbale cosi' come vanno indicati nell'atto quanti piu' elementi possibili per individuare il veicolo ed eventualmente il trasgressore. Quando la violazione e' accertata a veicolo in sosta va indicato il numero civico e se il conducente si presenta e si qualifica allo stesso va immediatamente contestata l'infrazione mediante compilazione del verbale di contestazione.

Quando il trasgressore e' minore di anni 18 il verbale va notificato ai genitori od al tutore. La notifica degli atti a mezzo posta non puo' avvenire per compiuta giacenza (sentenza n. 346/98 Corte costituzionale) quindi quando l'obbligato e' assente e non ritira il plico, l'ufficio postale procede con una successiva notifica con spese a carico dell'ente che ha disposto la notifica. In questo caso la notifica e' legittima anche se l'efficacia di tale metodo e' dubbia.

La notifica di verbali in forma meccanizzata pone tre specifici problemi:

a) la conformita' dell'atto al verbale originale;

b) la sottoscrizione dell'atto meccanizzato da parte del verbalizzante;

c) l'indicazione del responsabile del procedimento.

La circolare del Ministero dell'interno n. 42 del 17.4.2000 precisa che il termine per la presentazione del ricorso all'autorita' giudiziaria ordinaria e' di 60 giorni, che l'amministrazione opposta puo' essere rappresentata in giudizio da propri dipendenti, che la firma autografa dell'organo accertatore puo' essere sostituita dall'indicazione stampa del nominativo del soggetto responsabile ma tuttavia e' necessario che esista nell'originale del provvedimento la sottoscrizione del soggetto abilitato in modo che non risulti equivoca la provenienza dell'atto dall'ufficio competente.

4. Pagamento ridotto

L'articolo 202 disciplina il pagamento in misura ridotta e precisa che il trasgressore e gli obbligati possono pagare con effetto liberatorio entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione una somma pari al valore minimo edittale della sanzione. Il pagamento puo' avvenire presso il comando dell'accertatore o con conto corrente postale o bancario.

Il pagamento non e' ammesso a fronte di violazione ai commi 1 e 2 art. 192 (conducente che non si arresta all'alt o che rifiuta i documenti di circolazione), il pagamento non e' ammesso per le infrazioni che comportano la sanzione accessoria della confisca del veicolo (art. 210/3) e per tutte le violazioni depenalizzate ai sensi art. 19 decreto legislativo 507/99.

5. Ricorsi

L'articolo 203 c.d.s. indica i modi ed i termini per il ricorso al prefetto precisando che va presentato al comando dell'organo accertatore entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale e che detto comando ha 30 giorni di tempo per trasmettere gli atti (verbale, ricorso controdeduzioni ed altro) al competente ufficio della prefettura.

Lo stesso articolo indica che, in caso di rigetto del ricorso, il prefetto con l'ordinanza ingiunzione applica una sanzione pari almeno al valore doppio del minimo edittale. La Corte costituzionale, con tre successive sentenze (nn. 311 e 255 del 1994 e n. 366), ha stabilito che trasgressore ed obbligati possono presentare direttamente il ricorso alla autorita' giudiziaria in sede civile (giudice di pace) entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione.

Questa doppia possibilita' per trasgressore ed obbligati impone all'organo accertatore di utilizzare particolare cura sia nella attivita' d'accertamento che nella successiva fase gestionale del verbale.

A fronte di ricorso del giudice di pace questi sospende l'esecutivita' del verbale ( in molti casi estendendola alla sanzione accessoria), dispone che il comando dell'organo accertatore depositi il verbale in copia, fissa la data dell'udienza e puo' citare i verbalizzanti come testi. Il comando deve depositare gli atti (che puo' integrare con documentazione come foto, planimetrie, memorie, sentenze) mentre l'amministrazione puo' costituirsi e stare in giudizio. In questo caso la giunta con atto deliberativo delega il sindaco a rappresentare l'amministrazione con facolta' di delegare funzionari o comunque suoi rappresentanti. Il sindaco delega con atto generale un suo rappresentante o, con specifiche deleghe nominali, un suo rappresentante per ogni singola causa. La delega e' trasmessa con gli altri atti alla cancelleria del giudice di pace ed il delegato rappresenta l'amministrazione comunale nella causa. Il giudice se ritiene fondato l'accertamento accoglie il ricorso ed annulla gli effetti del verbale mentre se rigetta il ricorso applica una sanzione pecuniaria tra il minimo ed il massimo edittale senza il vincolo del raddoppio (ordinanza Corte costituzionale n. 268 del 1996).

6. Le sanzioni accessorie

Le sanzioni accessorie sono sanzioni complementari alle sanzioni principali si applicano di diritto e si distinguono in:

a) sanzioni relative all'obbligo di compiere, sospendere o cessare una determinata attivita';

b) sanzioni concernenti il veicolo;

c) sanzioni concernenti i documenti di circolazione e la patente di guida.

7. Ritiro dei documenti di circolazione

Per quanto attiene il ritiro dei documenti di circolazione - ai sensi degli articoli 216, 217, 218 c.d.s. - ne va fatta menzione nel verbale nel quale andra' specificato che il documento sara' trasmesso entro 5 giorni al competente ufficio (prefettura per la patente di guida e M.c.t.c. per la carta di circolazione) e che raggiunga l'abitazione (o la sede dell'impresa o societa') non sara' possibile utilizzare il documento od il veicolo fino all'adempimento omesso o fino alla scadenza del periodo di sospensione. E' poi corretto ed utile annotare le sanzioni a carico del conducente che utilizzi documento o veicolo in periodo di ritiro o sospensione che si possono cosi' riassumere:

1 - conducente con patente ritirata o con carta di circolazione ritirata. Sanzione amministrativa ai sensi dell'art. 216 comma 6 c.d.s. come modificato ai sensi art. 19 decreto legislativo 507/99.

2 - Conducente che circola in periodo di sospensione della patente di guida con provvedimento opportunamente notificato. Sanzione amministrativa ai sensi art. 218 comma 6 c.d.s. come modificato ai sensi art. 19 decreto 507/99 e comunicazione alla prefettura per provvedimento di revoca.

3 - Nel caso d'accertamento di reato ai sensi art. 186 (ebbrezza da sostanze alcoliche) od art. 187 (ebbrezza da sostanze stupefacenti) c.d.s. si toglie al conducente la disponibilita' del veicolo. L'articolo 159 del c.d.s. disciplina la rimozione dei veicoli ed indica che tale sanzione accessoria si applica:

a) nei tratti di strada in cui l'ente proprietario ha stabilito con ordinanza e con conseguente pannello integrativo di divieto di sosta con rimozione;

b) nei casi previsti dagli articoli 157 comma 4 e 158 commi 1, 2 e 3;

c) in tutti i casi in cui la sosta e' vietata e costituisce pericolo o grave intralcio alla circolazione;

d) quando il veicolo e' in sosta in violazioni alle disposizioni emanate dall'ente per ragioni di manutenzione o pulizia delle strade, (e' necessario verificare che i segnali mobili siano stati posizionati almeno 48 ore prima dell'accertamento).

Per la rimozione si puo' utilizzare un carro attrezzi del comune o privato convenzionato. Il veicolo va depositato presso la depositeria o presso la ditta privata. Della rimozione va data opportuna comunicazione al comando ed alle altre forze di polizia indicando in particolare il luogo di deposito. Il verbale va notificato nel piu' breve tempo possibile ed il proprietario o chi ne ha la disponibilita' rientra in possesso del veicolo pagando spese di intervento, di rimozione e custodia. Qualora dopo la richiesta d'intervento del carro attrezzi sopraggiunga il trasgressore, questi deve pagare le spese di intervento ed eventualmente di rimozione (se gia' operata) per rientrare in possesso del veicolo mentre le spese di custodia sono rapportate al periodo ed alle condizioni della stessa custodia.

Ai sensi comma 4 art. 354 del regolamento e' vietata la rimozione dei veicoli di:

- servizi di polizia anche se privati;

- vigili del fuoco;

- veicoli di soccorso e di medici in visita in situazioni di emergenza;

- invalidi purche' muniti di apposito contrassegno.

 

 
  
RICORSI AVVERSO VERBALI ELEVATI PER INFRAZIONI AL CODICE DELLA STRADA
MODALITA' DI PRESENTAZIONE DEL RICORSO AL PREFETTO

Ai sensi dell'art. 203 del nuovo C.d.S. il trasgressore, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, nel termine di 60 gg dalla notificazione, può proporre ricorso al Prefetto del luogo della commessa violazione.

Ai sensi dell'art. 204 Cds il Prefetto, esaminati il verbale e gli atti prodotti dall'ufficio o comando accertatore nonchè‚ il ricorso e i documenti allegati, sentiti gli interessati che ne abbiano fatta richiesta, se ritiene fondato l'accertamento adotta, entro centoventi giorni decorrenti dalla data di ricezione degli atti da parte dell'ufficio accertatore, secondo quanto stabilito al comma 2 dell'articolo 203, ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una somma determinata, nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola violazione, secondo i criteri dell'articolo 195, comma 2.

In caso di accoglimento del ricorso viene invece emesso un provvedimento di archiviazione degli atti del procedimento.

Il mancato pagamento dell'importo della sanzione stabilita nell'ordinanza ingiunzione, comporterà la messa a ruolo dell'importo ai fini dell'emissione della cartella esattoriale entro 5 anni dalla notifica dell'ordinanza stessa.

MODALITA' DI PRESENTAZIONE DEL RICORSO AL GIUDICE DI PACE

Ai sensi dell'art. 204 BIS Alternativamente alla proposizione del ricorso di cui all'articolo 203, il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'articolo 196, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui e' consentito, possono proporre ricorso al giudice di pace competente per il territorio del luogo in cui e' stata commessa la violazione, nel termine di sessanta giorni dalla data di contestazione o di notificazione.

Il ricorso e' inammissibile qualora sia stato previamente presentato il ricorso di cui all'articolo 203.

Il Giudice di Pace decide con sentenza.

Fermo restando il principio del libero convincimento, nella determinazione della sanzione, il giudice di pace non puo' applicare una sanzione inferiore al minimo edittale stabilito dalla legge per la violazione accertata.

Ai sensi dell'art. 205 Cds contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria gli interessati possono proporre opposizione entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento.

Il mancato pagamento dell'importo della sanzione stabilita in sentenza, comporterà la messa a ruolo dell'importo ai fini dell'emissione della cartella esattoriale entro 5 anni dal deposito della sentenza stessa.

PAGAMENTO RATEALE

L'art. 26 della L 689/81 prevede la possibilità di concedere il pagamento rateale della sanzione all'interessato che ne faccia richiesta e versi in condizioni economiche disagiate.

 

Notizia della settimana

Ausiliari del traffico e sanzioni al codice della strada: la Cassazione limita le competenze

Caro lettore,
dopo le vacanze di Natale, prima ci si è messa la neve e poi il freddo polare ( dove abito io, in pianura padana, siamo scesi addirittura a - 15 ) ma ora, passata l'emergenza, possiamo finalmente tornare al nostro lavoro, per la gioia del nostro Direttore Maximo, al secolo la carissima Roberta Buscia, che mi ha tirato le orecchie per la mia reiterata latitanza dal sito.
 

E allora, con le orecchie che bruciano ancora, voglio oggi commentare la recentissima presa di posizione della Suprema Corte di Cassazione che, chiarendo con la solita, puntuale precisione, ha ribadito quali siano le competenze sanzionatoria degli ausiliari del traffico e stabilendo - una volta per tutte - che ad essi è affidato solo l'accertamento delle violazioni in materia di sosta e circolazione stradale "se tali violazione riguardano disposizioni in materia strettamente connessa all'attività svolta dall'impresa di gestione dei posteggi pubblici o di trasporto pubblico", e cioè un'auto lasciata in sosta senza pagare o parcheggiata in doppia fila in modo tale da impedire l'accesso alle aree a pagamento, oppure un veicolo che percorre le corsie riservate ai mezzi pubblici.

Negli altri casi, precisa la Corte "laddove le violazioni consistano in condotte diverse quale, nella specie, il posteggio su di un marciapiedi non funzionale al posteggio o alla manovra in un'area in concessione e neppure alla circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici, l'accertamento può essere compiuto esclusivamente dagli agenti come prevede l'articolo 12 del Codice della strada, cioè gli agenti cui spetta ordinariamente l'accertamento delle violazioni al codice della strada.

Quindi - come ho letto su alcune agenzie di stampa - anche i marciapiedi sono "off limits" per gli ausiliari del traffico e moto e alle auto in sosta negli spazi riservati ai pedoni non sono di competenza degli ausiliari del traffico

Le conseguenze ora sono che il Comune di Bologna, trascinato in causa da un motociclista sanzionato, dovrà pagare le spese di soccombenza della lite e che tutta Italia dovrà uniformarsi alla decisione, pena l'annullamento delle sanzioni ed il risarcimento del danno provocato, ma soprattutto occorrerà che tutti i Comuni rivedano la propria organizzazione in materia di controllo delle soste, spesso ma molto spesso, affidate a soggetti che dunque non sono più legittimati a svolgere molte delle funzioni loro affidate.

La sentenza? già, stavo per dimenticarmene, rimedio subito. E' la n. 551 del 13 gennaio 2009.

Dott. Ezio Bassani

 

Notizia della settimana

Ancora incertezze sul problema di chi non comunica i dati della patente del conducente.

La omessa comunicazione dei dati del conducente è meritevole di sanzione ?

Caro Lettore, Ti voglio parlare di chi, grazie alla complicità ( ed alla fantasia ) di molti Giudici di Pace aveva fino ad oggi evitato di comunicare i dati del conducente adducendo le più fantastiche dichiarazioni. E così facendo aveva evitato pure di pagare la sanzione di 250 Euro perché non dovuta, a seguito dell’annullamento del verbale.

Ma la storia così non poteva continuare e la parola fine l’aveva messa la Corte di Cassazione che con sentenza n. 13748 del 12.06.07, interpretava la legge statuendo che “……il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell'eventuale incapacità d'identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull'affidamento in guisa da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l'identità del conducente”.

Insomma, secondo la Cassazione, il legislatore del codice della strada avrebbe introdotto un nuovo illecito amministrativo, consistente nel mancato adempimento - da parte del proprietario del veicolo - dell’obbligo di comunicare alla Pubblica Amministrazione l’identità del conducente che ha commesso la violazione, illecito di cui il proprietario risponderebbe sempre, anche nel caso, come quello affrontato dai Giudici della Corte, in cui veniva asserita l’esistenza di un motivo di giustificazione.

E invece la Corte Costituzionale, sollecitata sul punto dai Giudice di Pace di Ronciglione (VT) e di Cittadella (TV), con propria sentenza n. 165 del 20.05.08 ha ritenuto conforme alla legge fondamentale l’art. 126 bis del codice della strada, valutando però in un modo ben diverso dalla Corte di Cassazione.

Va detto che l’art. 126 bis del codice della strada dispone che l’omessa comunicazione dei dati del conducente, senza giustificato e documentato motivo, comporta l’irrogazione di una sanzione; in tale ottica, la locuzione utilizzata dalla nuova formulazione della norma, “giustificato e documentato motivo”, dovrà necessariamente essere letta – è scritto nella motivazione della sentenza - in senso atecnico, laddove “documentato“ non deve ritenersi riferito esclusivamente alla prova documentale, ma a qualsiasi mezzo di prova.

La limitazione della prova ai soli documenti – secondo i Giudici Costituzionali - risulterebbe infatti palesemente in contrasto con i diritti di difesa e di uguaglianza previsti dagli artt. 3 e 24 della Costituzione ed allora il mancato adempimento dell’obbligo di comunicazione potrà trovare giustificazione sia nell’ipotesi di mero invio della dichiarazione (si pensi, in via esemplificativa, a chi non abbia potuto inviare la dichiarazione nei termini per essere stato trattenuto all’estero per un lungo viaggio di lavoro) oppure di chi non abbia inviato la comunicazione per avere promosso, contro il verbale di accertamento, ricorso in via giurisdizionale o amministrativa; di chi non abbia mai ricevuto la richiesta di comunicazione; di chi possieda un veicolo che viene utilizzato indifferentemente da tutti i membri della famiglia senza che sia possibile ricordare, a distanza di mesi, chi abbia utilizzato il veicolo in un particolare giorno.

In tutte queste ipotesi, come in ogni altra in cui il trasgressore lamenti l’impossibilità di conoscere l’identità del conducente o una diversa causa impeditiva dell’obbligo di comunicazione, il Giudice di Pace, in aderenza ai suddetti principi, non potrà ritenere la colpa del proprietario del mezzo per negligente osservanza del dovere di vigilare sull'affidamento del medesimo veicolo, ma dovrà valutare caso per caso l’esistenza ed il fondamento delle cause di giustificazione lamentate dal ricorrente.

“ Nell'applicazione anche del testo originario dell'art. 126-bis, comma 2, del codice della strada, la necessità di distinguere il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati personali e della patente del conducente, non ottemperando, così, in alcun modo all'invito rivoltogli ( contegno per ciò solo meritevole di sanzione ) e la condotta di chi abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo, sulla base di giustificazioni, la idoneità delle quali ad escludere la presunzione relativa di responsabilità a carico del dichiarante dovrà essere vagliata dal giudice comune, di volta in volta, anche alla luce delle caratteristiche delle singole fattispecie concrete sottoposte al suo giudizio. “ scrive la Corte e la conseguenza più ovvia sarà che chi non comunicherà nulla sarà comunque sanzionato mentre chi dirà che, nonostante la sua buona volontà, non è in grado di risalire all’identità del conducente avrà ottemperato all’invito e non dovrà nemmeno pagare nulla.

L’unico problema è che sarà il Giudice di Pace ( quello del luogo della avvenuta violazione, ndr ) a dover decidere in sede di ricorso se la giustificazione addotta sarà meritevole di accoglimento, fatto questo che da più parti in Italia si chiedeva venisse evitato.

Insomma, ancora tanto fumo su una norma - quella della patente a punti – nata male, gestita peggio ed interpretata spesso in modo diverso, addirittura in maniera opposta, dai Tribunali italiani.

Lo scrivevo già nel 2003, anno del parto della legge: il testo originario ( il famoso decreto legge 151) era stato scritto bene; diceva che i punti sarebbero stati sottratti “ al conducente inequivocabilmente identificato “; poi il Parlamento, convertendo in legge, ha fatto un pasticcio all’italiana, dal quale ancora oggi, non si riesce ad uscirne fuori.

Caro Lettore, temo che la querelle della patente a punti non sia ancora finita … e pensa c’è chi parla di estenderla anche ai possessori del certificato per la guida dei ciclomotori.

Statistiche       

Somme riscosse al Codice della Strada

Anno 2007     € 311000,00

Anno 2008     € 355600,00

   

Ricorsi al Codice della Strada

Anno 2007 = 97

Anno 2008 = 177

 

Contenzioso Giudiziale al C.d.S.

Anno 2007 = 47

Anno 2008 = 162

 

Contenzioso per mancata manutenzione strade

Anno 2007 = 0

Anno 2008 = 470

 

Segnalazioni per sospensione patente

Anno 2007 = 89

Anno 2008 = 81

Sequestri e fermi amministrativi

Anno 2007 = 48

Anno 2008 = 421

Verbali ex art. 171/1-2

Anno 2007 = 88

Anno 2008 = 545

Segnalazioni ex art. 80/7

Anno 2007 = 40

Anno 2008 = 17